AUTOMOTIVE E SVILUPPO, PENTENERO: “CIRIO PASSA DALLE ZES ALLE ZLS DOPO IL BAGNO DI REALTÀ. ORA TAVOLO CON LE PARTI SOCIALI PER STRUMENTI E RISORSE REALI”

Dalle promesse irrealizzabili e dai mega annunci alla dura realtà della normativa europea: la parabola della Giunta Cirio sulla Zona Economica Speciale (ZES) per il Piemonte e il settore automotive si conclude con un inevitabile ridimensionamento.

A margine della risposta ricevuta oggi in aula alla mia interrogazione urgente sul tema, emerge con chiarezza la vera situazione. L’iniziativa del Partito Democratico nasceva proprio per far luce sulle recenti dichiarazioni e sugli annunci ministeriali circa la possibilità di istituire una ZES per il Nord Italia. Tuttavia, le norme comunitarie – e nello specifico l’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea sui divieti in materia di aiuti di Stato – escludono i territori come il Piemonte dal perimetro delle ZES, riservate unicamente a regioni con ben altri parametri di sottosviluppo o disoccupazione.

Il presidente Cirio prima ha lanciato e sostenuto l’idea di una ZES per il Piemonte e per l’automotive, poi, capendo che le condizioni giuridiche ed economiche semplicemente non ci sono, si è fatto un bagno di realtà. Nella risposta ufficiale fornita alla mia interrogazione, la Giunta prende atto dei vincoli europei e fa marcia indietro, accettando di lavorare sul terreno delle Zone Logistiche Speciali (ZLS) e sulle semplificazioni normative.

Ma se invece di lanciare continue proposte irrealizzabili che creano solo aspettative, si cambiasse metodo? Se si convocasse subito un tavolo di confronto tra le associazioni datoriali e le parti sociali proprio per valutare come meglio usare gli strumenti realmente a disposizione, si potrebbe fare molto di più e molto meglio per il concreto rilancio del Piemonte e di un settore strategico come l’automotive. Il nostro tessuto produttivo merita concretezza, non slogan vuoti.