«Siamo di fronte a una gravissima caduta di stile istituzionale da parte del Presidente della Giunta Regionale. Invece di usare il Consiglio Regionale per fare una gara di populismo con gli altri partiti della sua coalizione, il Presidente dovrebbe venire in aula a rispondere sullo stato della nostra sanità, sui trasporti e sulla crisi economica.». Affermano il Consigliere Regionale e Segretario del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, e la capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Gianna Pentenero, intervenendo in merito alla scelta del Presidente Alberto Cirio di portare in aula un Ordine del Giorno per chiedere la concessione della grazia per il gioielliere Mario Roggero.
«Non vediamo il Presidente in Consiglio Regionale da tempo e non ha mai presentato documenti sulle questioni cruciali che riguardano il futuro della nostra regione» proseguono i rappresentanti Dem, forti di un dato ufficiale che vede Cirio presente solo per il 17% delle sedute. «Oggi – proseguono – scopre che il Consiglio è importante, ma invece di portare documenti per la crisi economica, le liste d’attesa, i trasporti o qualsiasi altro tema di cui lui è responsabile annuncia un Ordine del Giorno su un tema che nulla ha a che vedere con le competenze della Regione e su cui potrebbe attivarsi in mille modi come Presidente della Regione. Scegliere di portare un documento in Aula significa strumentalizzare una situazione delicata quando invece servirebbero discrezione, razionalità e senso delle istituzioni, anche per rispetto nei confronti del Presidente della Repubblica».
Segretario e capogruppo sottolineano l’inutilità dell’atto dal punto di vista procedurale: «Cirio ha scelto la strada sbagliata, perché l’eventuale discussione in aula non ha nulla a che fare con il percorso reale per l’ottenimento della grazia, sul cui iter la Costituzione è molto chiara. Mi stupisce che Cirio, che si professa sempre liberale, moderato e pragmatico, abbia scelto di alimentare la peggior politica, quella che cavalca le emozioni più viscerali dell’opinione pubblica per puro tornaconto elettorale, decidendo di partecipare a una gara tra i partiti di destra. Siamo di fronte all’effetto Vannaci nella coalizione di centro-destra».
«Questa mossa – concludono Rossi e Pentenero – è l’ennesimo tentativo di distrazione di massa. Cirio butta la palla in tribuna in un contesto in cui, sistematicamente, si sottrae alle discussioni che davvero interessano ai cittadini piemontesi, perché non ha soluzioni da proporre dopo 7 anni di governo. Il Piemonte merita di più».
