La consigliera regionale del Partito Democratico Emanuela Verzella, insieme a Giulia Marro (Alleanza Verdi e Sinistra) e a Daniele Valle (PD, vicepresidente della Commissione Sanità), chiede alla Giunta regionale di intervenire con urgenza per sospendere l’obbligo della ricetta dematerializzata (DEMA) per le prestazioni erogate dai Servizi per le Dipendenze patologiche (SerD), introdotto dal 1° marzo scorso in sostituzione dell’autoimpegnativa aziendale.
«Le segnalazioni che stanno arrivando dal territorio biellese sono particolarmente preoccupanti – dichiara Emanuela Verzella –. In alcuni casi, in assenza della ricetta dematerializzata, si registrano difficoltà nell’esecuzione di esami ematochimici e tossicologici richiesti dai SerD. È inaccettabile che questioni di natura amministrativa rischino di rallentare o addirittura compromettere percorsi di cura che coinvolgono persone già in condizioni di estrema fragilità».
I SerD, ricordano i consiglieri regionali, sono servizi concepiti per garantire un accesso diretto, semplice e riservato alle cure, proprio per favorire l’emersione del bisogno e accompagnare i pazienti nei percorsi terapeutici. «La stessa Regione, rispondendo ad alcune interrogazioni consiliari, aveva chiarito che i SerD non rientrano nel cosiddetto “flusso C” e che pertanto non necessitano della ricetta dematerializzata – prosegue Verzella –. Tuttavia questa indicazione non è mai stata formalizzata nei confronti delle Aziende sanitarie, generando interpretazioni difformi e conseguenze che oggi ricadono direttamente sui pazienti e sugli operatori».
Al centro della questione vi è anche la tutela dell’anonimato, principio espressamente garantito dalla normativa nazionale per chi si rivolge ai servizi per le dipendenze. «L’identificazione attraverso il codice fiscale rischia di entrare in contrasto con il diritto all’anonimato previsto dal D.P.R. 309/1990 e più volte ribadito anche dal Garante per la Privacy – sottolinea la consigliera biellese –. Il pericolo concreto è che alcune persone, temendo di essere riconosciute o tracciate, decidano di non intraprendere o di interrompere il proprio percorso di cura. Sarebbe un gravissimo passo indietro sul piano sanitario e sociale».
Anche i professionisti del settore, evidenziano i consiglieri, si trovano oggi in una situazione di forte incertezza, stretti tra esigenze amministrative e responsabilità cliniche.
Per questo Marro, Verzella e Valle chiedono alla Giunta regionale di sospendere immediatamente l’obbligo della DEMA per le prestazioni interne ai SerD, individuare strumenti alternativi che garantiscano la tutela della riservatezza dei pazienti e rivedere il sistema di rendicontazione delle attività, ritenuto non adeguato a rappresentare la complessità del lavoro svolto dai servizi per le dipendenze.
«Su temi così delicati – conclude Verzella – serve chiarezza e serve rapidità. La Regione deve dare indicazioni univoche alle Aziende sanitarie e mettere al centro il diritto alla cura delle persone, evitando che la burocrazia finisca per creare nuove barriere all’accesso ai servizi».
Torino, 10 Luglio 2026
Emanuela Verzella
Consigliera Regionale del Partito Democratico
