PENTENERO – VERZELLA: “DOPO AVER SBANDIERATO LE ASSUNZIONI, LA REGIONE SCOPRE SOLO OGGI CHE NON SA DOVE SIANO FINITE. E IL RISCHIO È CHE A PAGARE SIANO I TERRITORI”

“La nota inviata dall’Assessorato alla Sanità alle Aziende sanitarie regionali rappresenta una clamorosa ammissione di fallimento della programmazione regionale. Dopo mesi di annunci sulle assunzioni effettuate nel Servizio sanitario piemontese, la Regione si accorge soltanto adesso di non sapere se quelle assunzioni abbiano realmente prodotto un miglioramento dei servizi ai cittadini e chiede alle ASL di dimostrarlo”. Lo dichiarano Gianna Pentenero, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, ed Emanuela Verzella, consigliera regionale del PD, commentando la circolare inviata alle Aziende sanitarie piemontesi.

“È singolare che solo a metà anno si chieda alle Aziende di verificare la produttività del personale assunto, di ricostruire assunzioni, cessazioni, procedure di reclutamento, straordinari, redistribuzione degli organici e perfino di predisporre un piano di riallocazione del personale. Tutte attività che dovrebbero essere costantemente monitorate dalla Regione. Se oggi occorre una verifica straordinaria significa che il controllo ordinario non ha funzionato.”

“Da mesi il presidente Cirio e l’assessore Riboldi rivendicano il numero delle assunzioni come se fosse, di per sé, la prova del rilancio della sanità piemontese. Questa nota racconta invece una realtà diversa: la Regione stessa ammette di non sapere se quelle nuove risorse abbiano realmente migliorato l’organizzazione, ridotto le liste d’attesa, rafforzato i servizi ospedalieri e territoriali o aumentato la capacità di risposta del sistema sanitario.”

Secondo Pentenero e Verzella è proprio questa la contraddizione più grave. “Non basta assumere personale: bisogna programmarne l’impiego. Se ci si accorge soltanto oggi di dover verificare se il personale sia stato allocato correttamente e abbia prodotto i risultati attesi, significa che è mancata una regia regionale. E il prezzo di questa assenza di governo rischiano di pagarlo ancora una volta cittadini e operatori.”

“La preoccupazione aumenta leggendo quali potrebbero essere gli strumenti individuati per recuperare efficienza. Nella nota si chiede infatti di verificare la distribuzione del personale tra ospedali, distretti, Case della Comunità e COT e si invita a prestare ‘particolare attenzione alla razionalizzazione dei micro-punti di erogazione’, privilegiando la concentrazione dei servizi nelle Case della Comunità. È proprio qui che il rischio si sposta sui territori.”

“Se la Regione, dopo essersi accorta in ritardo dei problemi organizzativi, pensa di risolverli spostando personale e concentrando i servizi, saranno le aree periferiche, montane e i piccoli Comuni a pagare il conto. I cosiddetti micro-punti di erogazione rappresentano spesso l’unico presidio sanitario realmente accessibile ai cittadini e non possono essere considerati semplicemente un costo da razionalizzare.”

“Le Case della Comunità devono servire ad ampliare la rete territoriale, non a sostituire ciò che già esiste. Sarebbe paradossale che strutture nate per avvicinare la sanità ai cittadini diventassero invece lo strumento per giustificare la progressiva riduzione dei servizi di prossimità.”

“Questa nota dimostra una cosa molto semplice: la Regione si accorge solo oggi che le assunzioni da sole non bastano e che serve organizzazione. Ma se l’organizzazione è mancata finora, non si può pensare di recuperare scaricando gli effetti sui territori. La sanità piemontese ha bisogno di una governance capace di programmare, monitorare e correggere in tempo reale. Non di rincorrere i problemi quando ormai sono già esplosi”, concludono Pentenero e Verzella.

Torino, 08 Luglio 2026 Emanuela Verzella

Consigliera Regionale del Partito Democratico