ROSSI – PENTENERO. QUALITÀ DELL’ARIA IN PIEMONTE: LA REGIONE PROPONE MISURE FUTURIBILI E FINALMENTE ALLA DESTRA ORA PIACCIONO LE “ZONE 30”

Torino, 26 Giugno 2026 – L’analisi del piano “Nuove misure per la qualità dell’aria” presentato dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte svela un’operazione che ha pochissimo di ambientale e moltissimo di politico. Il messaggio centrale che emerge dalle slide, infatti, non è come ridurre l’inquinamento per tutelare la salute dei cittadini, ma come spostare l’attenzione dall’obiettivo sanitario a quello politico di evitare a tutti i costi le limitazioni alla circolazione. La verità dietro i trionfalismi della destra è che la Regione Piemonte ha deciso di arrendersi: non bloccano i Diesel Euro 5 e sperano che l’aria si migliori da sola o, peggio, grazie all’intervento miracoloso di tecnologie futuristiche.

Per evitare il blocco dei diesel Euro 5, la Giunta regionale ha scelto di mettere in campo una serie di misure alternative, ma lo ha fatto al buio, senza fornire alcuna evidenza quantitativa sulla loro reale efficacia. Nelle slide vengono sbandierati incentivi al biodiesel HVO, sistemi di gestione intelligente del traffico, interventi di forestazione urbana, vernici fotocatalitiche, nebulizzazione dell’aria e Zone 30. Tuttavia, non viene mai indicato quanto ciascun intervento ridurrà i livelli di Biossido di Azoto o polveri PM10, né quale contributo reale darà al cosiddetto “equilibrio emissivo”. Senza questi dati numerici, è impossibile valutare se le misure alternative siano realmente equivalenti allo stop dei veicoli inquinanti o se siano solo un paravento di fumo. Inoltre le risorse stanziate sono del tutto inadeguate. Parliamo di cifre irrisorie rispetto alla gravità del problema. Pensiamo ai soli 14,4 milioni stanziati per il comparto riscaldamento ed efficientamento: per gli edifici e i condomini, sia pubblici che privati, cosa fai con una cifra del genere? È una goccia nel mare che non permetterà alcuna reale transizione energetica. Invece di trovare risorse strutturali e pesanti per nuovi incentivi alla rottamazione e al passaggio a veicoli e impianti puliti, si preferisce scommettere su “cubi filtranti” e “vernici fotocatalitiche” che sanno tanto di fantascienza e pochissimo di concretezza.

Il capolavoro di cinismo di questa giunta si vedrà nei prossimi mesi. Oggi Cirio e Marnati si intestano la “vittoria” di non aver bloccato gli Euro 5, ma domani, quando inevitabilmente scatteranno gli sforamenti dei limiti di PM10 e biossido di azoto, il problema ricardà sui sindaci. I primi cittadini e le amministrazioni comunali si troveranno da soli a combattere in prima linea contro l’emergenza smog, costretti a ordinanze d’urgenza e blocchi emergenziali perché la Regione non ha voluto fare il suo mestiere: pianificare e finanziare una vera svolta ecologica. Questa non è tutela dello sviluppo, ma la politica dello scaricabarile. 

Molte delle azioni proposte sono ancora in discussione all’interno della comunità scientifica. L’uso di vernici fotocatalitiche sugli arredi urbani, la nebulizzazione dell’aria o i sistemi di aspirazione all’aperto sono tecnologie sperimentali o con scarsa efficacia su scala urbana. La letteratura scientifica è unanime: l’unica via efficace è l’intervento strutturale di riduzione delle emissioni alla fonte, non i palliativi. Anche l’investimento sul Biodiesel HVO privato rappresenta una soluzione parziale e di transizione: non elimina le emissioni allo scarico, ha benefici su PM e Ossido di azoto infinitamente inferiori all’elettrificazione e sconta una disponibilità limitata di combustibile davvero sostenibile.

In questo quadro siamo contenti che anche la destra si sia accorta che per rendere le nostre città più sostenibili sia necessaria la “realizzazione di nuove Zone 30”.

Siamo sinceramente contenti che alla destra piemontese ora piacciano le Zone 30. Peccato che il loro leader nazionale e Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, si sia scagliato ferocemente per anni contro queste misure in tutta Italia, emanando persino direttive ministeriali per bloccarle e ridicolizzarle. Evidentemente, pur di evitare i blocchi delle auto e mascherare la mancanza di un piano strutturale sull’aria, la destra piemontese è disposta a smentire clamorosamente la linea del proprio leader romano, aggrappandosi alle Zone 30 europee.

La salute dei piemontesi merita dati scientifici certi, non slogan politici per aggirare le normative sulla salute pubblica.

Domenico Rossi – segretario regionale PD Piemonte

Gianna Pentenero – Capogruppo Gruppo PD Consiglio regionale del Piemonte