“Tempi incerti per un sistema in crisi. Ho considerato urgente presentare un’interrogazione a risposta immediata (Question Time) per il mondo della cultura che attende risposte”. Con queste parole la presidente del gruppo consiliare PD in Consiglio regionale del Piemonte Gianna Pentenero commenta l’esito del confronto in Aula e lancia un nuovo, fermo sollecito alla Giunta Cirio.
Il comparto culturale piemontese versa da anni in una condizione di profonda sofferenza strutturale. Una crisi sistemica culminata anche nello sciopero nazionale dello scorso 12 giugno, che ha riacceso i riflettori su precarietà diffusa, salari minimi e una scopertura d’organico nei musei e nelle soprintendenze regionali che sfiora il 50-55%. In questo contesto già fragile, Pentenero chiede un cambio di passo immediato all’esecutivo per superare i ritardi e le incertezze della macchina amministrativa regionale nell’assegnazione dei contributi alle 356 realtà idonee.
“La risposta della Giunta Cirio purtroppo non fa che confermare la distanza siderale tra la retorica istituzionale e le difficoltà quotidiane di chi fa cultura sul territorio. L’Assessorato continua a farsi scudo dietro i 3,6 milioni di euro frutto di intese esterne per finanziare lo scorrimento delle graduatorie, ma ammette nero su bianco che le tempistiche di liquidazione sono strettamente connesse all’approvazione del bilancio di assestamento e ai conseguenti passaggi amministrativi significa, in parole povere, che l’efficacia del cronoprogramma è appesa a scadenze ancora incerte”.
Le segnalazioni che giungono quotidianamente dalle realtà culturali del territorio denunciano infatti una drammatica carenza di liquidità quotidiana che non può attendere i tempi della politica.
“Gli operatori devono saldare i fornitori di tasca propria per poter presentare la rendicontazione, a fronte di anticipi per il 2025 che stanno arrivando con estrema lentezza”.
Appare evidente il forte contrasto tra le criticità concrete segnalate dagli operatori e le dichiarazioni della Giunta.
“Condividiamo a parole l’alto valore di questi obiettivi, ma la cultura non si sostiene con i manifesti programmatici teorici, ma con azioni concrete. Se l’obiettivo della Regione è davvero garantire certezza e continuità, si smetta di scaricare i tempi della burocrazia sulle spalle dei lavoratori. Sbloccare i fondi e anticipare i pagamenti senza attendere i passaggi dell’assestamento è l’unico modo per evitare il collasso definitivo del settore, in particolare delle piccole e medie associazioni che tengono vivi i nostri territori”, conclude Pentenero.
