“A pochi giorni dal suono della campanella di inizio dell’anno scolastico la commissione regionale ha finalmente audito i referenti del Coordinamento Piemonte Rete Nazionale degli Istituti Tecnici, per un approfondimento sul tema della riforma che il governo ha voluto testardamente avviare per quest’anno senza fondi e linee guida. Un incontro richiesto e sollecitato ormai da mesi dai docenti e dalle forze di opposizione.
“È chiaramente emerso che scuole e famiglie sono state abbandonate a se stesse. Non ci sono protocolli e accordi territoriali ovunque e di conseguenza si creano forti disparità di livello territoriale.
“La Regione dovrebbe trovare insieme alle scuole le modalità per attuare un’offerta formativa che non sia disgregante. Le scuole stanno mettendo delle toppe, utilizzando ore a disposizione, almeno nelle materie principali, che non basteranno però a fermare l’impoverimento in atto della scuola superiore. Assistiamo a veri paradossi come quello che toglie le ore di insegnamento della seconda lingua straniera a fronte della richiesta di internazionalizzazione del percorso didattico. I progetti sono ad oggi tutti a costo zero.
Mancano gli investimenti per la manutenzione dei laboratori, i macchinari sono spesso obsoleti e mancano anche i tecnici. Non ci sono risorse per attivare i protocolli con le imprese del territorio e non si è tenuto conto delle esperienze pregresse.
Nel rapporto con le aziende ciò che emerge è la necessità di potenziare le competenze di base, che questa riforma invece riduce fortemente. Il mondo del lavoro ha bisogno di tecnici ma ce ne sono pochi e questa finta riforma renderà ancor meno appetibile il percorso di studio, in quanto incerto nelle forme e nei potenziali contenuti.
“Di alcune materie, ad oggi non ci sono neppure i libri. Le famiglie scopriranno solo lunedì cosa è cambiato nella scuola che avevano scelto a febbraio su tutt’altre basi, con un’assoluta mancanza di trasparenza.
“La Regione Piemonte a fronte di un patrimonio di eccellenza nella formazione tecnica e professionale ha il dovere di riportare questa situazione di disagio e confusione in Conferenza Stato Regioni. Noi continueremo ad essere a fianco della mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici nella difesa della scuola pubblica e delle sue competenze e a fianco delle famiglie affinchè sia garantito loro il diritto all’istruzione e alla formazione scelti”.
Lo dichiarano Emanuela Verzella, consigliera regionale PD e Vicepresidente commissione cultura e istruzione
Nadia Conticelli, consigliera regionale PD
Gianna Pentenero, capogruppo regionale PD
