CURE PALLIATIVE. CANALIS. “IN PIEMONTE TROPPE PERSONE SCOPERTE E TARIFFE DEGLI HOSPICE FERME AL 2001”

Il numero di posti letto negli hospice copre il fabbisogno, mentre le cure domiciliari e ambulatoriali sono ancora insufficienti. Bene il quarto posto nella classifica LEA, ma anche le cure palliative sono LEA e bisogna fare di più.

12.7.2026 – «In una Regione molto anziana e molto sensibile al tema del fine vita, mi ha stupito l’esito dei miei accessi agli atti sulle cure palliative: nel 2018, tra cure palliative ambulatoriali, domiciliari e hospice, il Piemonte ha speso 19 milioni e 601.000 euro; nel 2023 ha speso 22 milioni e 422.000 euro; nel biennio 2024-2024 ha speso in totale 45 milioni e 757.000 euro, in linea quindi col 2023. Cifre troppo basse se consideriamo l’incidenza della popolazione anziana sul totale, il grande contributo, anche finanziario, degli enti di Terzo settore come Faro e Cottolengo e il fatto che le cure palliative non sono rivolte esclusivamente al fine vita.

L’OMS nel 1990 ha definito le cure palliative come “la cura attiva globale di malati la cui patologia non risponde più a trattamenti volti alla guarigione o al controllo dell’evoluzione delle malattie (medicina curativa). Il controllo del dolore, di altri sintomi e degli aspetti psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza. Lo scopo delle cure palliative è il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile per i malati e le loro famiglie”.

Le cure palliative sono basate su principi di “proporzionalità” e “appropriatezza”, senza escludere nessuno a priori in base a età e patologie, ma anche assicurando la “cura sempre”, fino alla fine, evitando eccessi senza significato.

La Corte Costituzionale con la sentenza 135/2024 si è espressa sul tema, con un appello, affinché sia garantita a tutti i pazienti una effettiva possibilità di accesso alle cure palliative appropriate per alleviare il loro dolore e controllare la loro sofferenza, in nome della dignità del malato. Indipendentemente dall’esito medico della patologia, si deve, infatti, garantire a tutti di essere liberi dal dolore e dalla sofferenza, fisica e psicologica, ampliando il periodo di presa in carico. Percorsi che durano qualche giorno non possono dare una risposta alla disperazione del malato, che non sarebbe affatto libero di esercitare la propria autodeterminazione.

Il Piemonte non è una delle Regioni più brillanti nell’applicazione della legge 38/2010, che definisce le cure palliative come un diritto inviolabile di ogni cittadino nell’ambito dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Infatti, sempre in base all’esito dei miei accessi agli atti, nel 2025 in Piemonte sono state erogate appena 36.870 prestazioni, in crescita rispetto alle 32.969 del 2023 e alle 24.341 circa del 2018, ma sempre profondamente insufficienti rispetto agli aventi diritto. Si stima che la metà degli aventi diritto siano scoperti.

Gli standards prevedono 1 Unità di Cure Palliative Domiciliari (UCP – DOM) ogni 100.000 abitanti e 8/10 posti letto hospice ogni 100.000 abitanti. Gli hospice programmati sono stati tutti realizzati (oggi ci sono 257 posti letto negli hospice della Regione, superando il LEA di 251 posti letto, definito in base al parametro di 1 posto letto ogni 56 deceduti per cancro), ma l’assistenza domiciliare e quella ambulatoriale sono ancora inadeguate rispetto al bisogno. Siamo, quindi, adempienti rispetto alla copertura del fabbisogno di hospice, ma non per l’erogazione dell’assistenza nell’ambito di strutture di degenza ospedaliera, nell’ambito ambulatoriale e a domicilio del paziente, attraverso il servizio di Cure Palliative Domiciliari (CPD).

Il Piano di potenziamento della rete regionale delle cure palliative deve ricevere più attenzione da parte della Giunta Cirio. L’hospice non è esaustivo del bisogno, come talvolta traspare dagli interventi dell’assessore regionale Riboldi. Le cure palliative domiciliari e ambulatoriali e la rete regionale di terapia del dolore sono altrettanto importanti.

Per questa ragione, presenterò un emendamento all’imminente variazione del bilancio regionale, per vincolare maggiormente la quota del fondo sanitario da destinare alla spesa delle ASL per le cure palliative, magari inserendo questo tema tra gli obiettivi dei Direttori, e depositerò un Ordine del Giorno per aggiornare finalmente le tariffe degli hospice, ferme da 25 anni.

Il fatto che il Piemonte sia al quarto posto nella classifica ministeriale LEA del 2024, scalando una posizione rispetto al 2023, è una notizia importante per i piemontesi, ma anche le cure palliative rientrano nei LEA e in questo ambito sono i numeri a dirci che stiamo zoppicando e che si può e si deve fare meglio.

La carenza di cure palliative è una grave violazione dei diritti dei malati, non solo terminali, e la Regione Piemonte non può scaricare le proprie responsabilità sugli enti di Terzo Settore e sul volontariato anche su una questione così delicata. Le cure palliative vanno estese a tutti gli aventi diritto e le tariffe degli hospice devono essere aggiornate!

Monica CANALIS – consigliera regionale PD

NB Si allegano gli esiti dei miei due accessi agli atti e le due DGR di riferimento