“Le considerazioni espresse oggi da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, confermano le preoccupazioni che da tempo solleviamo sull’autonomia differenziata in sanità. Come ha evidenziato nel corso dell’audizione al Senato, è difficile comprendere come Regioni con condizioni assistenziali così diverse possano avanzare richieste sostanzialmente identiche di nuove competenze.
I dati parlano chiaro: in Piemonte il 9,2% dei cittadini rinuncia alle cure e la nostra regione continua a registrare un saldo negativo della mobilità sanitaria, con oltre 20 milioni di euro che ogni anno seguono pazienti costretti a curarsi altrove. Sono numeri che dimostrano come le esigenze organizzative e assistenziali non siano affatto sovrapponibili.
La questione non è essere favorevoli o contrari all’autonomia in linea di principio. Il problema è il contesto in cui la si vuole applicare. Come sottolinea Cartabellotta, trasferire ulteriori competenze a Regioni che partono da situazioni molto diverse rischia di accentuare le diseguaglianze, soprattutto in un Servizio sanitario nazionale alle prese con sottofinanziamento, difficoltà nel garantire i LEA e crescente ricorso alla sanità privata.
Prima di procedere è necessario garantire livelli essenziali realmente esigibili in tutto il Paese, definire e finanziare i LEP sanitari e predisporre strumenti indipendenti di monitoraggio. Lo ha ricordato anche la Corte Costituzionale: l’autonomia differenziata non può prescindere dalla tutela uniforme dei diritti dei cittadini.
Per questo condividiamo la richiesta avanzata dalla Fondazione GIMBE di sospendere l’iter, o quantomeno di subordinare ogni ulteriore passo alla definizione dei LEP sanitari e delle necessarie garanzie di equità nell’accesso alle cure”.
Gianna Pentenero
Presidente Gruppo PD Consiglio regionale del Piemonte
