Torino, 27 maggio 2026 – «Proprio oggi in Aula abbiamo discusso le profonde difficoltà strutturali per definire una vera politica sul diritto allo studio nella nostra regione, e contemporaneamente ci troviamo le strade invase dai manifesti dell’assessore Maurizio Marrone che sponsorizza la misura “Vesta”. È il perfetto esempio di come le risorse pubbliche – e in particolare i fondi europei, surrettiziamente piegati a fini di visibilità personale – vengano usate male da questa Giunta per finanziare una vera e propria campagna elettorale precoce».
A dichiararlo è Gianna Pentenero, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale del Piemonte, che attacca duramente il bilancio del provvedimento “Vesta 2026” e la relativa campagna pubblicitaria urbana.
Consenso e propaganda invece di risposte reali
Secondo la capogruppo dem, la rivendicazione di un presunto “modello tricolore” basato sul fatto che l’85% dei fondi sia andato a famiglie italiane svela la vera natura dell’operazione.
«Non esiste da parte della destra la volontà di sostenere le famiglie, ma solo quella di raccogliere consenso con provvedimenti propagandistici, discriminatori e a spot. È inaccettabile che si utilizzino i finanziamenti europei, pensati per lo sviluppo e l’equità sociale, per tappezzare le città con il volto e gli slogan di un assessore. Esaltare la nazionalità degli assegnatari anziché la bontà del provvedimento dimostra come si preferisca sventolare bandiere ideologiche sulla pelle dei bambini, piuttosto che valutare l’efficacia reale di una misura sul welfare».
«Il diritto allo studio è un pilastro democratico che richiede programmazione, inclusione e servizi pubblici efficienti. Continueremo a batterci in Consiglio affinché le risorse dei piemontesi e i fondi comunitari vengano destinati a soluzioni strutturali e non a coprire i muri delle città con manifesti elettorali mascherati da comunicazione istituzionale», conclude Pentenero.
