28 aprile 2026 – “Se c’è un dato certo che emerge dall’informativa della Giunta sulla situazione energetica in Piemonte è l’assenza totale di una strategia complessiva all’altezza della sfida epocale che stiamo affrontando. La crisi energetica non ci darà tutto questo tempo: per fare fronte a congiunture internazionali, focolai di guerra e speculazioni dei mercati, servono risposte politiche, non semplici constatazioni dello status quo” dichiarano i Consiglieri regionali del Partito Democratico Alberto Avetta e Nadia Conticelli, intervenuti oggi in Aula.
“La nostra regione – spiegano Avetta e Conticelli – dipende per oltre il 60% dal gas naturale e dal petrolio, tra settore termico ed elettrico. Nonostante le crisi mondiali degli ultimi anni – dal Covid alla guerra in Ucraina, fino alle tensioni in Medio Oriente – il Piemonte non ha ancora un piano energetico degno di questo nome. I bonus e gli sgravi sulle accise sono palliativi che affrontano, momentaneamente, l’emergenza, ma scaricano, comunque, i costi sui cittadini e sottraggono risorse a settori fondamentali come trasporti e sanità”.
Secondo Avetta e Conticelli, la crisi è già arrivata sulle tavole dei piemontesi: “I rincari legati all’autotrasporto e ai mezzi agricoli, ancora dipendenti dai derivati del petrolio, stanno colpendo duramente famiglie e imprese. Il tema non è solo il prezzo della benzina, ma l’impatto complessivo sull’economia reale: agricoltura, logistica, piccole e medie imprese stanno pagando prezzi altissimi. Sul fronte dei trasporti, poi, siamo in attesa di aggiornamenti sul possibile taglio di 20 milioni di euro nel riparto dei fondi per il trasporto pubblico. Proprio ora che servirebbero investimenti sulla mobilità sostenibile, rischiamo di trovarci con meno risorse. Senza un piano, la crisi verrà scaricata sui cittadini: o con l’aumento dei biglietti o con il taglio dei servizi. E i mezzi a basso impatto ambientale richiedono infrastrutture dedicate che oggi non ci sono”.
“Il Piemonte non può limitarsi a gestire l’emergenza. Serve un piano energetico di lungo periodo che punti su rinnovabili, comunità energetiche, idroelettrico, agrifotovoltaico. È questo che manca: una visione. I fondi del PNRR avrebbero dovuto essere utilizzati per costruire un futuro energetico più solido, invece siamo ancora fermi. La crisi energetica – sottolineano Avetta e Conticelli – è anche un banco di prova politico: il Piemonte deve tornare a giocare un ruolo da protagonista nel contesto nazionale. Non si tratta di stravolgere le politiche energetiche del Paese, ma di far valere il peso di una grande regione del Nord. Non possiamo essere rinunciatari: dobbiamo definire quale ruolo vogliamo giocare e quali opportunità intendiamo cogliere. L’idroelettrico, ad esempio, è una risorsa strategica che va valorizzata con una programmazione seria”.
“La Giunta – concludono i Consiglieri regionali Pd – deve smettere di inseguire l’emergenza e iniziare a costruire, anche attraverso il confronto con le altre regioni confinanti, una strategia energetica regionale all’altezza delle sfide che ci attendono. I prossimi mesi saranno difficili: non possiamo farci trovare impreparati”.
