“Accogliamo le dimissioni da assessora di Elena Chiorino come un passo importante per la tutela del governo della Regione Piemonte. È anche una vittoria delle opposizioni che unite hanno da subito chiesto una piena assunzione di responsabilità”, dichiarano Gianna Pentenero e Domenico Rossi. “Abbiamo sempre sostenuto di non cercare tribunali del popolo o sentenze che non ci competono; ma è importante ribadire un principio: chi ha incarichi pubblici deve rispondere anche da un punto di vista dell’etica e dell’opportunità, dare conto della disciplina e dell’onore con cui si devono portare avanti gli incarichi pubblici”.
La nota prosegue sottolineando la distinzione tra il piano giudiziario e quello politico:
“L’assessora non poteva non assumersi la responsabilità politica dei fatti gravi che l’hanno vista coinvolta in una società con la figlia di un prestanome del clan dei Senese.”.
Secondo la Presidente del Gruppo PD e il Segretario regionale, l’atto delle dimissioni era necessario per preservare l’integrità dell’ente: “Il primo dovere di chi siede in queste cariche è quello di difendere questa istituzione. La trasparenza non è un’opzione, ma il fondamento del patto tra amministrazione e cittadinanza”.
