Inchiesta Le 5 Forchette. Rossi-Pentenero: “Da FDI risposte inadeguate, vicenda tutta da chiarire”

Le risposte degli esponenti di Fratelli d’Italia coinvolti nell’affaire ‘Le 5 Forchette Srl’ sono assolutamente inadeguate. Hanno, infatti, dichiarato ai giornali perché sono usciti dalla società, ma resta completamente senza risposta la questione più rilevante: per quali ragioni hanno conosciuto e deciso di entrare in affari con la famiglia Caroccia?

Non solo. Che cosa ci fa una ragazza appena maggiorenne al centro di rapporti societari con un sottosegretario, la vicepresidente della Regione e con esponenti di primo piano del partito di Fdi? Perché costituire una società in uno studio di Biella per gestire attività di ristorazione a Roma?

Sono le medesime domande che oggi si pongono i quotidiani in edicola, gli stessi che riportano come Elena Chiorino e Davide Eugenio Zappalà non avrebbero dichiarato le quote della società al Consiglio regionale nella dichiarazione del 2025. Per quale motivo?

Sono interrogativi che riproporremo con forza in Consiglio Regionale, ribadendo che le risposte devono essere chiare, puntuali ed esaustive. Non può esserci alcuna ombra sul Piemonte. 

Anche il Presidente della Regione Alberto Cirio non può sottrarsi al confronto: ci aspettiamo che riferisca quanto prima in Aula. Chi presiede le istituzioni deve interrogarsi sul livello di attenzione, prudenza e responsabilità di chi ricopre incarichi pubblici: è una questione di opportunità, ma anche di capacità.

Domenico Rossi – Presidente Commissione Legalità e Segretario regionale PD
Gianna Pentenero – Capogruppo PD Consiglio Regionale del Piemonte