<Ciò che emerge dal sopralluogo ai locali della stanza dell’ascolto, compiuto dalla CGIL e dalle volontarie dell’associazione Se non ora Quando, che ringrazio, all’ospedale Sant’Anna è un quadro desolante di ciò che la Giunta Cirio avrebbe messo a disposizione di quelle donne che dice di voler “informare” affinché non abortiscano. Di fatto di questa stanza e di questo servizio nulla esiste se non i titoli sui giornali che ne hanno accompagnato l’annuncio. Non ci sono dubbi, anche dall’unico materiale a disposizione per chi si trova a voler accedere a quel servizio, che la stanza dell’ascolto altro non è che uno spazio dedicato alle associazioni provita che ne fanno evidentemente l’uso che ritengono, in orario gestiti autonomamente senza rispetto della donna.
<Il rispetto lo si riconosce anche e soprattutto nel dare dignità alla struttura in cui viene accolta. Negli spazi indicati è assente tutto: la dignità, il rispetto, il personale e le informazioni. Ribadisco: Cirio e l’assessore Riboldi se sono davvero sensibili al tema tanto delicato quanto quello delle maternità e dell’aborto inizino dando dignità a quanto loro stessi affermano ripartendo dal potenziamento dei consultori territoriali, investendo su personale medico e non su volontariato ideologico; facendo prevenzione e informazione per una corretta sessualità consapevole>.
Nadia Conticelli
