“Non si escludono ipotesi di ulteriore efficientamento delle attività e dei relativi costi” : questa la risposta sibillina dell’assessore alla Sanità oggi in aula alla mia interrogazione sulla sostenibilità economica dello scorporo degli ospedali Sant’Anna e Regina Margherita da Città della Salute.
“L’assessorato ha confermato che è in corso la verifica dei bilanci di Città della Salute con la relativa suddivisione delle componenti economiche e patrimoniali, debito compreso, fra i due presidi ospedalieri. Come previsto dalla DGR 92154 del 2026, che ha definito gli obiettivi dei Direttori Generali e dei Commissari delle Aziende sanitarie, l’effettiva entità della suddivisione del passivo di circa 170 milioni di euro dovrebbe essere definita entro la fine di giugno. Un eventuale debito che gravi sulla neonata azienda materno infantile ne precluderebbe la candidatura a IRCCS, che richiede elevati standard di sostenibilità economica (tra cui un triennio di pareggio di bilancio), qualità scientifica, attrattività sanitaria e capacità di investimento nella ricerca, elementi che difficilmente potrebbe sostenere una realtà nata già in deficit economico.
“Ci chiediamo a quale ulteriore “efficientamento” si riferisca l’assessore, se siano tagli di reparti o di personale o di servizi, e se riguarderanno Sant’Anna o Regina Margherita. A meno che non intenda che per le risorse necessarie saranno nuovamente sacrificati capitoli del bilancio regionale come avvenuto per le Asl, dai trasporti, al welfare all’istruzione.
“Nel corso della discussione in Commissione Sanità e successivamente in Aula le organizzazioni sindacali, gli operatori sanitari, le associazioni e i rappresentanti del mondo universitario hanno espresso forti preoccupazioni circa la sostenibilità economica, organizzativa e clinica dell’operazione di spacchettamento dell’ospedale ostetrico ginecologico.
“La frammentazione dei percorsi clinici integrati costruiti negli anni all’interno della Città della Salute, comporta ricadute negative sulla qualità dell’assistenza sanitaria rivolta alle donne. E il rischio davvero reale è che oltretutto l’operazione, che la delibera di giunta regionale definiva addirittura a costo zero, non conduca neppure alla trasformazione dell’ospedale pediatrico in IRCCS”.
Lo dichiara Nadia Conticelli, consigliera regionale PD
