Pompeo: “Prodotti senza glutine troppo cari: la Regione intervenga con misure straordinarie per tutelare i celiaci”

23 aprile 2026 – “In Piemonte convivere con la celiachia significa affrontare costi sempre più alti per alimenti indispensabili alla propria salute. Ho presentato un atto di indirizzo in Consiglio regionale per impegnare la Giunta a prevedere interventi immediati per abbattere i costi dei prodotti gluten-free, aiutando i pazienti e le loro famiglie” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“Secondo la relazione annuale sulla celiachia, presentata dal Ministero della Salute, nel 2024 la spesa complessiva del Piemonte per gli alimenti senza glutine ha raggiunto 18,8 milioni di euro, con una spesa media pro capite di 983,96 euro, superiore alla media nazionale. In quattro anni – sottolinea Pompeo – la spesa regionale è salita del 20%, complice l’inflazione e l’aumento delle diagnosi che oggi riguardano oltre 19 mila piemontesi. Una dieta senza glutine non è una scelta: è l’unica terapia possibile. E deve essere sostenibile”.

“I dati Nielsen confermano che pane, pasta e farine senza glutine costano da tre a cinque volte più dei prodotti tradizionali. Una dinamica che, secondo l’Associazione Italiana Celiachia, è legata ai costi di produzione e alla dimensione ancora “di nicchia” del mercato. Per questo – spiega Pompeo – non basta attendere un aggiornamento dei massimali ministeriali. La Regione può e deve intervenire sul lato dell’offerta, sostenendo le imprese che producono alimenti gluten-free e favorendo una riduzione reale dei prezzi”.

“Entrando nel dettaglio dell’atto di indirizzo, che auspico venga discusso e approvato in tempi rapidi, chiedo alla  Giunta un impegno a farsi portavoce presso il Governo della richiesta di azzerare l’IVA sui prodotti erogabili per celiaci, come già avviene in Spagna e Portogallo, a ridurre l’aliquota IRAP, nei limiti consentiti dalla normativa nazionale, per le aziende che producono alimenti senza glutine, ad attivare un tavolo con produttori e GDO per definire un calmiere dei prezzi dinamico, capace di compensare le oscillazioni dei costi delle materie prime e, infine, a destinare risorse specifiche per abbattere i costi energetici e logistici delle imprese piemontesi del settore. Un calmiere statico rischierebbe di penalizzare le piccole aziende locali, mentre un modello dinamico e compensativo può davvero rendere sostenibile la dieta senza glutine, senza distorcere il mercato” conclude la Consigliera dem.