CONTICELLI (PD) – RAVINALE (AVS), DALLA GIUNTA REGIONALE SUL RIORDINO DEGLI ISTITUTI TECNICI NESSUNA RISPOSTA. PRESENTEREMO UN ORDINE DEL GIORNO PER SOSPENDERE LA MANOVRA

“Dalla Giunta regionale nessuna risposta in aula sul riordino degli istituti tecnici, solo una risposta formale sulla filiera tecnologica professionale 4+2, ma nessun accenno al riordino del quinquennio che incombe sul prossimo anno scolastico.
Accogliamo la disponibilità ad approfondire la questione espressa dalla neo assessora Cameroni e presenteremo a breve un ordine del giorno per chiedere formalmente alla Giunta regionale di farsi parte attiva rispetto al Governo per la dilazione della revisione degli istituti tecnici lamento fino all’anno 2027-28, aprendo contestualmente un tavolo di confronto con i sindacati e tutte le componenti della scuola coinvolte.

“Nell’interrogazione urgente discussa oggi in aula avevamo chiesto all’assessora di chiarire con tempestività quali azioni intendesse intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze, per tutelare la qualità dell’offerta formativa e il ruolo della scuola pubblica in Piemonte.

Questa riforma, rimasta di fatto ferma per anni e oggi riproposta attraverso una sperimentazione frettolosa, priva di dati e di una valutazione degli esiti, non può essere applicata in modo così accelerato già dal prossimo anno scolastico, quando le iscrizioni sono già concluse. Si tratta di un intervento che interviene pesantemente sui quadri orari, comprimendo la didattica e l’educazione, soprattutto nel primo biennio, che rappresenta una fase fondamentale del percorso formativo.

“Non è un caso che contro questo riordino si siano espressi numerosi Collegi docenti degli istituti interessati, che hanno costituito una rete di mobilitazione, partita proprio da Torino. La riduzione del tempo scuola, il rischio di esuberi tra il personale docente, il taglio delle discipline umanistiche e scientifiche e il conseguente impoverimento dell’offerta formativa, insieme al superamento del biennio comune e all’anticipazione delle scelte degli studenti, rischiano di snaturare profondamente la funzione della scuola, piegandola eccessivamente alle esigenze produttive.

A ciò si aggiungono criticità organizzative rilevanti: i nuovi quadri orari parcellizzano le cattedre, rendendo più difficile garantire continuità didattica e una gestione efficace dell’organizzazione scolastica.

In un contesto in cui anche il mondo del lavoro richiede competenze sempre più articolate, che includano solide basi culturali e umanistiche, appare miope procedere con modelli che rischiano di ridurre, anziché rafforzare, la qualità della formazione.

“Per tutte queste ragioni ribadiamo con forza che la Regione Piemonte non può limitarsi a un ruolo passivo. È necessario che rappresenti con determinazione le istanze del mondo della scuola piemontese, difendendo la qualità dell’istruzione pubblica e il diritto degli studenti a un percorso formativo completo e non riduttivo.

Lo dichiarano
Nadia Conticelli, consigliera regionale PD
Alice Ravinale, presidente gruppo regionale AVS