Cirio intervenga sul caos dell’Omnibus

Cirio invoca la concordia istituzionale quando gli fa comodo e quando non compromette gli equilibri della sua maggioranza. E quindi diventa un opportunista: quando gli fa comodo predica la concordia quando disturba la maggioranza nega la disponibilità. In un periodo di esami merita una bella insufficienza in coerenza e trasparenza. Al termine della giornata odierna in Consiglio Regionale, dopo che la maggioranza ha chiesto di richiamare in aula un provvedimento, l’Omnibus, ci siamo trovati davanti a una coalizione che non sapeva dove voleva andare, divisa anche sui propri provvedimenti. Una giornata che si è conclusa in un gran caos sul percorso che dovrà fare in aula questa legge di riordino, nata per apportare piccoli correttivi ai provvedimenti regionali. Discuteremo nel merito punto per punto ogni emendamento lavorando per spiegare all’opposizione che le decisioni non vanno dettate esclusivamente da un derby interno tra la Lega e Fratelli d’Italia, senza alcun riguardo per le priorità dei piemontesi e delle piemontesi, ma devono rispondere a esigenze reali. Basti pensare che il presidente del Carroccio, Fabrizio Ricca, ha chiesto di modificare una regola restrittiva già imposta ai mercatini di libero scambio dal suo collega “fratello” Maurizio Marrone. Oppure pensare alla proposta, discutibile e priva di logica istituzionale, di negare finanziamenti al Comune di Torino a causa del percorso di trasformazione di Askatasuna in bene comune. E in tutto questo pesa la “scena muta” del presidente, che è stato eletto da una maggioranza ma governa per tutti i piemontesi e per tutti i sindaci e le sindache del nostro territorio.