Monica Canalis: “Una slavina si sta abbattendo sull’automotive piemontese, spazzando via posti di lavoro e competenze stratificate nel tempo. Non solo Stellantis, ma anche le altre case produttrici sono in sofferenza, condizione che si riverbera su tutta la componentistica. In Piemonte ci sono 56.000 lavoratori impegnati direttamente nell’automotive e c’è il 50% della componentistica automotive italiana. La diversificazione della committenza non mette al riparo dalla crisi, visto che anche l’industria automobilistica tedesca è in affanno.
Nell’attesa di un vero piano industriale nazionale, che ancora non prende forma, occorre mettere in campo interventi urgenti di respiro regionale, quali il sostegno ai distretti di filiera per sopperire alla frammentazione dell’indotto, il sostegno a tecnologie integrative rispetto all’elettrico, come l’idrogeno e i bio-carburanti, il sostegno alle competenze per garantire upskilling e reskilling.
Non bastano gli incentivi all’acquisto di nuove auto e l’esenzione del bollo auto: servono interventi più strutturali, che poggino sulle leve tipiche della Regione, cioè la formazione professionale, lo sviluppo delle attività produttive e l’attrazione degli investimenti.
Temiamo che la Giunta Cirio assista al drammatico processo in atto senza intervenire preventivamente, ma solo ex post nella gestione delle crisi aziendali. Non dobbiamo trasformarci in commissari liquidatori della nostra prima vocazione produttiva regionale, che è l’industria! Occorre agire in fretta.”
