5 ottobre 2026 – “Con la ripresa della scuola riemergono, prepotentemente, i problemi che continuano a restare irrisolti. Tra questi anche quello della carenza di insegnanti di sostegno. Il diritto all’inclusione scolastica non può dipendere dalla fortuna di trovare un insegnante specializzato o dalla capacità delle famiglie di districarsi tra carenze organizzative e ritardi amministrativi. Per questi motivi ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per conoscere il quadro reale della situazione piemontese e le iniziative che la Regione intende assumere per affrontare una criticità che continua a pesare sui percorsi educativi di migliaia di studenti” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, tornando su un tema del quale si era già occupata più volte in passato.
“I dati più recenti evidenziano le difficoltà del sistema: nelle scuole italiane gli alunni con disabilità sono quasi 377 mila e persistono ritardi nelle nomine dei docenti di sostegno, un elevato ricorso a personale non specializzato e una forte discontinuità didattica. In Piemonte, secondo le disponibilità rilevate per l’anno scolastico 2026/2027, risultavano oltre 1.400 posti di sostegno vacanti, mentre i posti autorizzati per l’XI ciclo del TFA Sostegno presso l’Università di Torino sono 943, numero del tutto insufficiente a coprire il reale fabbisogno. Parliamo di una questione che riguarda la qualità dell’inclusione e l’effettiva uguaglianza delle opportunità educative. Quando le cattedre restano scoperte, quando si ricorre sistematicamente a personale privo della necessaria specializzazione o quando gli studenti cambiano insegnante ogni anno a pagare il prezzo più alto sono i ragazzi e le loro famiglie” sottolinea Pompeo.
“Voglio acquisire dall’Assessore regionale competente dati aggiornati sulle cattedre ancora prive di docente, sul numero dei posti in deroga e sulla quota di insegnanti non specializzati impiegati nel sostegno, oltre a verificare lo stato di attuazione del profilo professionale degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM) e la capacità del sistema regionale di garantire i livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla normativa nazionale. È indispensabile che la Regione assuma un ruolo attivo di coordinamento con l’Ufficio Scolastico Regionale, con le Università e con il Governo per aumentare il numero di docenti formati, garantire la continuità del sostegno e costruire una programmazione pluriennale che superi l’emergenza cronica di questi anni. L’inclusione scolastica è un indicatore della qualità del nostro sistema educativo e della capacità delle istituzioni di non lasciare indietro nessuno” conclude la Consigliera Pd.
