ISTITUTI TECNICI, IL CONSIGLIO BOCCIA LA PROPOSTA AVS-PD. RAVINALE (AVS) e CONTICELLI (PD): “LA RIFORMA E’ DANNOSA, MA IL PIEMONTE VOLTA LE SPALLE ALLE SCUOLE”

“Il Consiglio ha respinto la nostra proposta di ordine del giorno che chiedeva un intervento della Regione nei confronti del Governo sulla riforma degli Istituti Tecnici introdotta dal DL 45/2025 e dal Decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026. Apprezziamo la disponibilità manifestata dall’assessora Cameroni ad incontrare chi si è mobilitato in questi mesi, ma il tempo è poco e la questione andrebbe sollevata ora al Governo, in tempo per l’inizio del prossimo anno scolastico.

” Una riforma rimasta di fatto ferma per anni e oggi riproposta attraverso una sperimentazione frettolosa , priva di dati e di una valutazione degli esiti, non può essere applicata in modo così accelerato già dal prossimo anno scolastico, quando le iscrizioni sono già concluse. Si tratta di un intervento che interviene pesantemente sui quadri orari, comprimendo la didattica e l’educazione, soprattutto nel primo biennio , che rappresenta una fase fondamentale del percorso formativo.

“Il nostro documento impegnava la Giunta a sollecitare il Governo per affiancare alle misure già approvate ulteriori iniziative normative volte a ridefinire la riforma , con particolare riferimento alla revisione dei quadri orari previsti dal decreto ministeriale. Tra le richieste figurava anche il rinvio dell’entrata in vigore della riforma all’anno scolastico 2027/2028, per consentire un confronto più approfondito con i territori e una più accurata definizione degli assetti didattici.

” Siamo preoccupate , insieme ai numerosi Collegi docenti degli istituti interessati, a famiglie e sindacati per gli effetti della riforma, che riduce il tempo scuola, penalizza alcune discipline, taglia le cattedre e incide negativamente sulla qualità complessiva dell’offerta formativa . Il taglio delle discipline umanistiche e scientifiche e il conseguente impoverimento dell’offerta formativa, insieme al superamento del biennio comune e all’anticipazione delle scelte degli studenti, rischiano di snaturare profondamente la funzione della scuola, piegandola eccessivamente alle esigenze produttive .

“Ma invece che ascoltare il mondo della scuola e sostenere le istanze avanzate dalla Rete degli Istituti Tecnici in mobilitazione di Torino e Provincia, la prima a mobilitarsi in Italia il Consiglio regionale del Piemonte ha scelto la strada opposta, voltandogli le spalle.”

Lo dichiarano Alice Ravinale, presidente gruppo regionale AVS
Nadia Conticelli, consigliera regionale PD