Ennesimo annuncio del Presidente Cirio sul trasporto gratuito per gli studenti, ma in forma del tutto insufficiente ad affrontare i costi che le famiglie devono sostenere. La misura sarebbe limitata agli studenti universitari e alle città sedi universitarie, aumentando così ulteriormente la disparità rispetto al resto della regione e soprattutto alle aree non urbane, dove il costo dei trasporti è una voce importante rispetto all’esercizio del diritto allo studio.
Le Consigliere regionali del PD Simona Paonessa e Nadia Conticelli, vicepresidente della Commissione Trasporti, commentano la notizia:
«la formula proposta dalla Giunta è una presa in giro per gli studenti e le famiglie: il trasporto pubblico gratuito solo all’interno del capoluogo, unicamente per autobus e rivolto esclusivamente agli universitari, dimenticandosi degli studenti delle superiori e di molti altri giovani. Quale sarebbe il risultato? La quasi totalità dei giovani esclusi dal beneficio e intere province e territori dove gli studenti continueranno a pagare prezzi molto alti per andare a scuola o all’università. Inoltre nessun accenno all’integrazione tra bus e treno per gli abbonamenti studenti, mentre anche all’interno dell’area torinese il treno rappresenta oggi una valida alternativa al traffico su gomma. La stessa maggioranza del Presidente Cirio aveva votato all’unanimità il nostro Ordine del Giorno che chiedeva chiaramente di prevedere fondi per consentire a ragazze e ragazzi di età inferiore a 26 anni di utilizzare gratuitamente i mezzi di trasporto pubblico su tutto il territorio regionale, sia su gomma che su rotaia. È inutile, se non dannoso, portare avanti politiche giusto per dire di averle attuate, il Presidente ci ripensi».
Proseguono le Consigliere: «lo stesso Presidente Cirio che, nel suo programma, ha promesso di “istituire la tessera dello studente che consenta ai giovani Under 26 di viaggiare gratis sui mezzi del trasporto pubblico, cominciando entro la fine del 2024 a Torino e nell’area metropolitana, con l’obbiettivo di ampliare la sperimentazione ad altri centri urbani”. Viene da pensare che il Presidente Cirio abbia cambiato idea o, peggio ancora, che le sue siano state semplici promesse elettorali fini a se stesse. Inoltre, ci chiediamo perché si debba cominciare unicamente dagli studenti universitari, tagliano fuori le scuole superiori peraltro ancora in fascia scuola dell’obbligo. Ci sono province di serie A e di serie B? Non è possibile tanta superficialità nel proporre politiche, penalizzando interi territori e categorie di giovani».
«Con i rincari degli ultimi anni, l’aumento complessivo supera il +15% dal 2021 e a pagare sono sempre cittadini e famiglie. Non è infatti possibile spendere più di 100 euro al mese per un abbonamento utile a mandare i propri figli alla scuola dell’obbligo» – concludono Paonessa e Conticelli – «La Regione dovrebbe impegnarsi concretamente nel dare sostegno a tanti giovani e alle loro famiglie che quotidianamente devono far fronte alla sempre maggiore crisi economica. Al contempo, dovrebbe incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici e promuovere la sostenibilità ambientale. Purtroppo, sembra la Giunta regionale vada proprio nella direzione opposta, oltretutto discriminando i territori dove non sono presenti Atenei e dove il trasporto pubblico gratuito sembra non esistere nemmeno, almeno ai loro occhi».
