Il 20 marzo 2025 l’INPS ha pubblicato una circolare che ridefinisce i criteri di accesso al bonus nido. Da quest’anno il contributo potrà essere richiesto esclusivamente per i servizi per l’infanzia tradizionali (nidi pubblici o privati autorizzati) escludendo di fatto tutte le strutture integrative: baby parking, nidi in famiglia e servizi educativi flessibili, seppur regolarmente accreditati.
Si tratta di realtà che rappresentano l’unica possibilità concreta per molte famiglie residenti in piccoli comuni, sprovvisti di servizi pubblici, o anche in presenza di bambini immunodepressi o con fragilità, che trovano in queste strutture ambienti più tutelanti e personalizzati.
Negli scorsi anni, le famiglie che frequentavano baby parking e servizi analoghi caricavano regolarmente le ricevute e ricevevano i rimborsi INPS per il bonus nido. Quest’anno, fino ad aprile, le domande sono state accolte senza problemi, ma poi tutto è cambiato: molti genitori hanno visto sospendere le proprie domande di bonus sul sito INPS, con la dicitura “in lavorazione”, a causa della nuova circolare del 20 marzo.
Nel frattempo, l’iscrizione dei bambini in queste strutture è ancora attiva, almeno fino all’estate. La prospettiva per settembre, però, è drammatica: famiglie lasciate nell’incertezza, senza sapere se potranno continuare ad accedere a servizi essenziali. Il costo dei baby parking arriva fino a 500 euro al mese, spesa che molte famiglie non possono permettersi senza il contributo pubblico.
Le conseguenze sono subito evidenti, perché in questo modo le madri sono spesso costrette a lasciare il lavoro per restare a casa con i figli, fino all’ingresso alla scuola dell’infanzia.
Queste strutture integrative rischiano di chiudere, portando alla perdita di posti di lavoro e all’indebolimento del tessuto educativo locale. I posti nei nidi autorizzati non sono sufficienti per assorbire tutti i bambini esclusi: la domanda supera l’offerta, e la pressione si riversa sui bilanci familiari.
In un contesto in cui i fondi per la prima infanzia sono aumentati, ci si chiede perché si decida di colpire proprio le realtà più piccole e flessibili, che storicamente hanno colmato le lacune del sistema pubblico.
“Con la nuova circolare INPS sul Bonus nido 2025, migliaia di famiglie piemontesi si ritrovano, improvvisamente, escluse da un importante sostegno economico, pur avendo già iscritto i propri figli e versato le rette nei servizi educativi integrativi. Questo è un momento decisivo, in cui le famiglie programmano l’organizzazione dell’anno a venire. E stanno aspettando risposte da oltre un mese. In Piemonte realtà come nidi in famiglia e baby-parking, tutte autorizzate e coerenti con la normativa regionale, rischiano di essere escluse dal beneficio, penalizzando soprattutto le aree dove l’offerta tradizionale è carente. È un paradosso, perché la Regione riconosce, per legge, il pluralismo educativo, ma ora, per una circolare, lo Stato nega alle famiglie la possibilità di accedere a un aiuto economico fondamentale. Ho presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di attivarsi immediatamente e trovare una soluzione che tuteli il diritto all’educazione e la continuità dei servizi, senza discriminazioni tra bambini” ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Daniele Valle.
“Attaccare i servizi educativi produce un risparmio che si ripercuote sulla vita delle famiglie e, non nascondiamocelo, delle mamme. Sostenere la natalità e le donne passa dal riconoscere i bisogni flessibili delle famiglie. Il bonus nido è un diritto delle bambine e dei bambini, non una gentile concessione. C’è bisogno di fatti per sostenere, davvero, le famiglie” ha aggiunto la Vicepresidente del Consiglio comunale di Torino Ludovica Cioria.
“Se i fondi aumentano ma non aumentano i posti nido, si crea un effetto solo nominale: la cifra stanziata sembra più alta, ma nella realtà meno bambini riescono ad accedere al servizio” ha concluso Ludovica Cioria.
Daniele VALLE – Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale
Ludovica CIORIA – Vicepresidente del Consiglio comunale di Torino
