23 giugno 2026 – “Il primo sciopero nazionale del settore cultura, svoltosi il 12 giugno scorso e promosso da FP CGIL e NIdiL CGIL, è un segnale che non possiamo permetterci di ignorare. Migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno denunciato condizioni ormai insostenibili: precarietà strutturale, salari da 8 euro l’ora, contratti pirata, esternalizzazioni senza controllo, organici ridotti all’osso. È un grido d’allarme che riguarda da vicino anche il Piemonte. Nella nostra regione, infatti, i lavoratori del mondo della cultura sono 74mila di cui 1500 sono operatori culturali con un contratto del pubblico impiego” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha presentato un atto di indirizzo sul tema.
“I tagli imposti dalla Legge di Bilancio 2026 al Ministero della Cultura – quasi 69 milioni di euro di spending review solo per l’anno in corso, destinati a crescere fino a 158 milioni nel 2028 – stanno già producendo effetti pesanti su festival, rassegne, musei e presìdi culturali. Mentre la spesa militare tocca il record storico di 33,9 miliardi di euro, la cultura continua a essere trattata come un costo da comprimere. È una scelta politica precisa, che penalizza territori, comunità e lavoratori altamente qualificati. La situazione piemontese è particolarmente critica: nei musei e nelle soprintendenze regionali la scopertura organica arriva al 50-55%, e un terzo dei circa 1.500 operatori culturali attivi sul territorio vive in condizioni di precarietà permanente” aggiunge la Consigliera regionale Pd.
“L’ordine del giorno che ho depositato in questi giorni e che auspico venga trattato al più presto – prosegue Pompeo – impegna la Regione a intervenire subito, con misure concrete e verificabili. Per aiutare e sostenere il mondo della cultura duramente colpito, propongo che la Giunta regionale si impegni a istituire un “Fondo di salvaguardia della filiera culturale piemontese” per garantire continuità a festival, rassegne e presìdi culturali minacciati dai tagli statali, a introdurre la clausola di dignità nei bandi regionali, con l’obbligo di applicare i CCNL firmati dalle organizzazioni sindacali rappresentative e escludendo chi utilizza contratti pirata, false partite IVA o retribuzioni inferiori ai 9 euro l’ora, a valutare una misura sperimentale di sostegno al reddito, finanziata con fondi FSE+, per i professionisti della cultura soggetti a intermittenza strutturale, integrando l’indennità nazionale di discontinuità”.
“La cultura non è un lusso e sbaglia profondamente chi cerca di fare passare questo messaggio. Senza tutele adeguate, senza investimenti e senza rispetto per chi la rende possibile, rischiamo di perdere un patrimonio umano e professionale che il Piemonte non può permettersi di sacrificare. La Regione deve scegliere da che parte stare: dalla parte dei lavoratori e della qualità dell’offerta culturale o dalla parte di un Governo nazionale che sta sacrificando un patrimonio fondamentale per l’economia italiana” conclude Pompeo.
