La capogruppo PD in consiglio regionale Gianna Pentenero ha commentato la bocciatura dellâordine del giorno che puntava a chiedere alla giunta Cirio di farsi promotrice in Conferenza Stato Regione di una modifica della legge sulla cittadinanza, introducendo lo ius scholae. âLâordine del giorno risponde a un processo democratico, se fa il presidente dovrebbe saperlo. Ma la maggioranza ha gettato la maschera. Non stiamo strumentalizzando nulla. Ma nel centrodestra non c’è alcuna volontĂ di affrontare questioni di civiltĂ che riguardano la nostra regione e il nostro Paese, questioni che assumono quasi un carattere emergenziale. Ce lo dicono le imprese, ce lo dicono i settori economici, ce lo dicono le scuole, ce lo dice chi vive quotidianamente le difficoltĂ e le complessitĂ dei nostri territoriâ ha poi aggiunto.
La reazione è arrivata dopo il voto contrario di tutto il centrodestra. âTrovo imbarazzanti le affermazioni del Presidente, che non ha permesso alla propria maggioranza di intervenire, affermando che non è questa la modalitĂ con cui si innesca un dibattito e, all’interno di un processo democratico, la partecipazione di una maggioranza. L’ordine del giorno poteva essere emendato, poteva essere riscritto, ma in queste due settimane, da quando l’ho presentato, non ho ricevuto alcuna richiesta da parte dei consiglieri di maggioranza, indipendentemente dalla forza politica di provenienzaâ ha continuato.
âSappiamo perfettamente che il tema della cittadinanza non è di competenza legislativa della Regione, ma è un tema di carattere nazionale. Tuttavia, se vogliamo essere coerenti con quanto discusso nelle scorse settimane, possiamo anche noi essere protagonisti, almeno dal punto di vista politico, portando le istanze del nostro territorio e promuovendo segni di civiltĂ all’interno della Conferenza Stato-Regioni. Oggi, piĂš che mai, sappiamo quanto sia importante stimolare il Parlamento affinchĂŠ si possa arrivare a modificare una legge che risale al 1992, la legge n. 91, e che riflette un contesto socio-economico molto diverso rispetto a quello attuale. Dobbiamo confrontarci con il cambiamento demografico e la velocitĂ con cui questi mutamenti avvengonoâ, ha aggiunto Pentenero illustrando il merito del provvedimento.
âVogliamo partire proprio da qui, dalle scuole, perchĂŠ la sfida dell’accoglienza e dell’intercultura è centrale nella lotta contro le diseguaglianze educative. La scuola è il luogo in cui avviene la contaminazione tra culture, saperi e lingue dei diversi bambini e bambine che la frequentano. Tuttavia, sappiamo anche quanto le nostre scuole fatichino a mettere a sistema le tante sperimentazioni e attivitĂ didattiche inclusive sviluppate nel corso degli anni. Esiste, quindi, la necessitĂ di facilitare il percorso di inclusione nelle nostre scuole, inaugurando una nuova fase.
Dobbiamo riconoscere anche le difficoltĂ che la scuola incontra quando si trova a gestire bambini privi della cittadinanza italiana. Pensiamo, ad esempio, alle gite scolastiche: per i bambini senza cittadinanza, spesso queste diventano un problema. La cura delle relazioni è centrale nel sistema scolastico, ed è essenziale per un percorso di inclusione. La padronanza della lingua italiana, inoltre, è un elemento fondamentale per l’inserimento, sia nella scuola che nella societĂ . Molti bambini imparano facilmente due lingue, ma la mancanza di cittadinanza crea difficoltĂ quotidiane nella loro vita scolastica.
In Italia ci sono 914.860 studenti e studentesse senza cittadinanza italiana che frequentano le scuole, vivendo e studiando insieme ai nostri figli. Questo numero rappresenta l’11,2% della popolazione scolastica. Solo il 15,5% delle scuole italiane non ospita alunni stranieri, mentre una percentuale molto bassa, pari al 15,2%, è costituita esclusivamente da studenti italiani.
L’Osservatorio istituzionale sui cittadini stranieri ha stimato che nella nostra regione ci sono circa 66.827 alunni senza cittadinanza italiana, di cui 21.000 risiedono nel capoluogo. Durante l’ultimo anno scolastico, il 14% della popolazione scolastica piemontese era composta da studenti stranieri, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti. Ă interessante anche il contributo del mondo delle imprese, che ha esplicitato la necessitĂ di avere persone con cittadinanza italiana per integrarsi piĂš facilmente nel tessuto lavorativo. La Confartigianato, in un recente comunicato, ha evidenziato l’urgenza di avere piĂš persone formate e pronte a entrare nel mercato del lavoro.
I nostri progetti di accoglienza devono essere visti come segnali di civiltĂ e di appartenenza al nostro Paese. La scuola, come luogo per eccellenza della cultura e della coesione, svolge un ruolo determinante nel percorso di vita di bambini e bambine. Per questo chiediamo che venga ripreso il percorso legislativo iniziato nella precedente legislatura. Non è certamente la soluzione definitiva che auspicheremmo, ma è necessario iniziare una riflessione per una nuova legge sulla cittadinanza, superando una normativa che oggi appare obsoleta e inadeguataâ ha concluso Pentenero.
