-772 medici nei 5 anni Cirio e -743 infermieri!
Il PD ha presentato il terzo aggiornamento dell’analisi dei dati riguardanti assunzioni e cessazioni del personale nelle Asl del Piemonte. “I nostri operatori sanitari erano gli “angeli” del Covid, ma evidentemente il Piemonte non dev’essere un paradiso. A dirlo sono i numeri delle assunzioni. Anche quest’anno, infatti, esattamente come accaduto nel 2020, ‘21 e ‘22, nella sanità regionale si è assunto meno personale a tempo indeterminato rispetto al numero delle dimissioni di coloro che hanno lasciato il posto o per ragioni di pensionamento o di trasferimento. In un contesto del genere qualunque discorso sulla riduzione dei tempi di attesa è irrealistico. Altre Regioni si sono attivate, ad esempio la Lombardia sta bloccando i “gettonisti”, Bertolaso va in Ecuador e Nicaragua per ottenere 500 infermieri, la Calabria lo ha già fatto con Cuba. Da Icardi, invece, nulla di tutto ciò” – afferma Daniele Valle
“Ancora una volta la realtà smentisce gli annunci di Cirio. Il segno meno davanti al numero di assunzioni a tempo indeterminato del 2023 è il sintomo della precarietà del nostro sistema sanitario” commenta Domenico Rossi
“Annunci e provvedimenti tampone non possono più nascondere il fallimento di Cirio e dell’assessore Icardi. C’è solo un modo per affrontare questa criticità come continuiamo a chiedere dall’inizio della legislatura: un piano straordinario di assunzioni che non è mai stato predisposto. Occorre, infatti, consentire al personale di operare in condizioni migliori, avere carichi di lavoro sopportabili, semplicemente di andare in ferie senza mandare in tilt il sistema. Non solo, le tipologie di contratti offerti devono rappresentare un incentivo per attirare professionisti: in tal senso l’incremento dei contratti precari non è rassicurante se non è accompagnato da una capacità di programmazione, nei fatti assente in questa legislatura, che preveda una conversione in assunzioni stabili”.
“Abbiamo voluto chiudere questa legislatura con un focus sulla sanità, un tema sul quale ci siamo impegnati in questi 5 anni, chiedendo, ripetutamente, investimenti in questo settore di importanza per i cittadini che avrebbe dovuto essere ripensato e potenziato. Purtroppo siamo rimasti inascoltati. Ci troviamo di fronte a una situazione critica, ormai sotto gli occhi di tutti: liste d’attesa infinite, carenze di servizi, personale limitato e spesso allo stremo a causa dei carichi di lavoro insostenibili. Sarebbe servita una programmazione delle assunzioni che consentisse di coprire, tempestivamente, i posti vacanti. La sanità si fonda sulla qualità del personale e su coloro che vengono inseriti nei diversi settori. Abbiamo provato a correggere la linea del centrodestra indirizzata verso una sempre maggiore privatizzazione del servizio sanitario. Siamo rimasti inascoltati e tutti i dati fotografano una realtà inadeguata ai bisogni di salute della popolazione. Si poteva fare di più e meglio” conclude Domenico Ravetti

